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5 ottobre 2009
politica interna
Il mio intervento al I Congresso Provinciale del PD di Asti (03-10-2009)

Care amiche e cari amici,
Fabio Mussi al quarto congresso dei Democratici di Sinistra sosteneva: ”Si apre la Costituente del Partito Democratico. Non so se la “fusione” in corso sia calda o fredda: se il risultato è quel Manifesto, la fusione è al momento fallita”.
Mai previsione politica fu più sbagliata!
Oggi siamo qui, come in tanti altri congressi provinciali nel nostro Paese, e guardiamo avanti con fiducia, poiché siamo l’unica forza alternativa alla destra.
OCCORRE PERÒ CHIUDERE VELOCEMENTE QUESTA FASE INTROSPETTIVA, CONDIVIDERE UNA LINEA POLITICA E GUARDARE AI REALI PROBLEMI DELLA GENTE! 
GIÀ SAPENDO CHE OGNI PICCOLO DISTINGUO PERSONALE SARÀ MATERIALE PER IL LAVORO DEI COMITATI ELETTORALI DI BERLUSCONI ... ALTRIMENTI DETTI TG1 – TG2 – TG4 – TG5 – STUDIO APERTO E PORTA A PORTA!

Intendo qui affrontare due argomenti che racchiudono in buona parte i temi congressuali.
Primo : le alleanze, che il Pd deve accettare o perseguire per non lasciare alla destra AFFARISTA e POPULISTA, il governo del Paese e di questa regione.
I risultati congressuali sembrano ormai indirizzati verso una nuova era ulivista, una nuova era di grandi alleanze democratiche fondate però su una reale condivisione dei programmi di governo.

Credo che l’UDC abbia dimostrato, nell’ultima tornata elettorale, di essere, in Piemonte, un alleato ampiamente affidabile, occorrerà capire se e come l’UDC sarà un alleato di governo altrettanto affidabile e se e come si aprirà a una verifica del suo tessuto politico territoriale … e non penso solo al Piemonte!.
Con le formazioni a sinistra del PD si devono affrontare, prima di imbarcarsi in avventure destinate al naufragio, quattro questioni: – le grandi opere – la laicità - la politica estera e la partecipazione alle operazioni militari di peacekeeping – la flessibilità del lavoro.


- Le grandi opere, se sono ritenute utili per la comunità, devono essere proposte alle popolazioni direttamente coinvolte e, con esse, concordate, ogni opera imposta e non condivisa sarà sicuramente oggetto di contrasti politici e sociali.
- Sui temi della laicità e dei diritti civili penso che occorra fare chiarezza, promuovendo le politiche per la famiglia, ma interpretando anche quali siano le linee prevalenti del Partito Democratico sui temi dei farmaci abortivi, della procreazione assistita, delle coppie di fatto, per poi definire le linee del partito con azioni parlamentari unitarie, serie e efficaci.
- La politica estera deve essere vista come reale opportunità di mantenere e di perseguire la pace, anche la partecipazione a missioni militari deve essere assolutamente marginale e limitata a quelle azioni che consentano regole di ingaggio chiare e con ridotti pericoli per il personale impiegato.
Ma la nostra dovrà essere una politica maggiormente pacifista, il nostro elettorato lo chiede con forza, perché è il nostro popolo … quello dei militari che arrivano dal Sud, quello di chi deve pagare il mutuo, quello di chi deve pagare la scuola e l’università ai figli … è il nostro popolo che sta pagando il conto degli interventi militari all’estero.
- Il PD, che si deve preparare ad essere la principale forza del governo di questo Paese, dovrà mettere al centro del suo programma meccanismi di sviluppo per la creazione e la stabilizzazione del lavoro.

  • si dovrebbe maggiormente ridurre i costi diretti e indiretti del lavoro, allo scopo di incentivare la buona e stabile occupazione;
  • si dovrebbe dar corso alla costruzione di quelle infrastrutture utili, condivise e necessarie ad una comunicazione diffusa ed a una mobilità utile, fruibile e ad un processo produttivo saldo, ma sostenibile per l’ambiente;
  • si dovrebbe riformare il Welfare e l’intero sistema di sostegni al reddito per renderlo funzionale davanti alle crescenti incertezze sociali;
  • si dovrebbe verificare che le privatizzazioni siano garantite da livelli occupazionali stabili e da nuovi investimenti e non dare per scontato che ciò che è Stato non funziona, occorre a volte mettere la volontà politica di far funzionare le cose!;
  • si dovrebbe promuovere la politica per la famiglia, che gli consegni più servizi e che fornisca ai giovani sostentamento per la entrata nella vita attiva.

Si dovrebbe lavorare cioè per dare la dignità di cittadino a tutti i cittadini!
Secondo punto: l’uguaglianza.
Purtroppo declinare l’uguaglianza in tutti i suoi aspetti è molto difficile.
L’uguaglianza … è credere in una società aperta – nell’inesorabile porosità dei confini – nella cittadinanza del lavoro e non dell’etnia o della “razza”.
Affermare che un rimedio universale all’immigrazione non esiste visto che la nostra terra ha una storia di migrazioni e che la migrazione è un problema non risolvibile con leggi proibizionistiche.
L’uguaglianza … è affermare che “il problema” della sicurezza in Italia è sono le organizzazioni mafiose e non l’immigrazione.

L’uguaglianza … è credere nella meritocrazia come nella solidarietà verso chi a meno mezzi, mettendo in moto il cosiddetto ascensore sociale.
Occorre uscire dalla crisi finanziaria, divenuta economica ed infine industriale e sociale aumentando il volume del ceto medio.
Il compito che spetta alla politica è quella di dare un senso alle nostre speranze e a quelle delle prossime generazioni.
Lasciatemi ancora una volta dire una delle più belle frasi che siano sentite durante questa fase congressuale:
“La politica è guardare la gente all’altezza degli occhi!”.

Lanfranco Mario - Circolo Pianalto Astigiano

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28 agosto 2009
POLITICA
Oltre la sinistra c’è solamente la destra.

Credo che possiamo oggi accettare e accertare la morte del “grande centro”.

E' la fine della grande anomalia italiana e di qualche cespuglio francese.



La DC, per anni, fu un conglomerato di anime diverse, radunate, da un lato, dal sentimento anticomunista e, dall'altro, contro l’estremismo nostalgico e golpista dei post-fascisti.

In Francia, l’UDF ha raggiunto con il 18% il suo exploit alle presidenziali del 2007, posto fra due blocchi da 30 – 40 %.
 
Non fu un caso che inserì, in occasione delle elezioni francesi, il mio endorsement alla candidata socialista Segolene Royal in dissenso con l’allora mio Coordinatore Nazionale Francesco Rutelli, alla quale preferiva François Bayrou.

Con la costruzione dell’ASDE nel Parlamento Europeo, con la politica dell’alternanza bipolare, con la possibilità all’interno di ogni aggregazione di avere posizioni anche molto differenziate come nelle migliori democrazie occidentali, credo che possiamo constatare la fine di un’autonoma definizione di “centro”.

Si è parlato molto di "destra europea", ma oggi abbiamo la possibilità di costruire una "sinistra europea" laburista, liberale e riformista, che sia un'alternativa "possibile" e non un'alternativa "ideale".

«Non posso fare il segretario del Pd se non posso usare questa parola, sinistra».


OK, oltre la sinistra c’è solamente la destra!

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10 luglio 2009
POLITICA
“Politicamente corretti” e ottica ideologica

Giovanni Sartori

La Democrazia in trenta lezioni

Lezione 18 - “Politicamente corretti” e ottica ideologica

(…)
Ma anche se viviamo liberi, siamo davvero liberi di “pensare liberamente”?
Chi si mette la mano sul cuore e fruga bene, sa benissimo che non lo siamo.
Prigione no, ma pressione e anche intimidazione sì, e tanta.
Le verità “di destra” e “di sinistra” sono ancora con noi.
Chi non si lascia intimidire resta, è vero, a piede libero, ma resta anche a terra, è un nessuno punito dal silenzio, dall’ostracismo e dall’emarginazione.
La fama, il successo, i premi vanno quasi sempre a chi fiuta il vento del politicamente corretto.


(…)

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29 giugno 2009
politica interna
"Sarebbe bello" se ...

Quali che siano i candidati alla carica di segretario del PD …









Sarebbe bello se il congresso non si risolvesse solamente in un confronto fra due o più organigrammi.

Sarebbe bello se si sviluppasse un dibattito sulle idee e sulle soluzioni.

Sarebbe bello se alla fine del congresso ci si ritrovasse con le idee chiare in testa sugli obbiettivi della sinistra riformista e progressista in Italia, poiché “non ci sono venti favorevoli per chi non sa dove andare”.

Sarebbe bello se non si cercasse di escludere qualcuno, ma di aggiungere nuove risorse.

Sarebbe bello se il risultato del congresso fosse una “somma a valore positivo” e non quello di una “divisione”.

Sarebbe bello se si vincessero le prossime elezioni …


 

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