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16 ottobre 2007
politica interna
Primarie del PD - Area Pianalto Astigiano

Seggi

Liste

 

 

Pianalto Astigiano Assemblea Nazionale

Veltroni 1 71 17,03%
Veltroni 2 25 6,00%
Letta 280 67,15%
Bindi 41 9,83%
Voti validi 417 100,00%
nulle/bianche 15
Votanti 432

Seggi

Pianalto Astigiano Assemblea Regionale

Susta 1 148 39,36%
Susta 2 52 13,83%
Morgando 176 46,81%
Voti validi 376 100,00%
nulle/bianche 56
Votanti 432
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11 ottobre 2007
Asti democratica, davvero.
Lunedì 8 ottobre presso la "Piazza dei Mestieri" a Torino, Rosy BINDI, in occasione del convegno

"Sicurezza: una parola con tanti signficati"

ha incontrato alcuni candidati delle liste astigiane "Con Rosy Bindi democratici, davvero".




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3 ottobre 2007
politica interna
La politica del cambiamento

"La politica è desiderare qualcosa.
In particolare, la politica è desiderare il cambiamento perchè solo il cambiamento promette il miglioramento delle condizioni di vita, alimenta la fantasia e consegna soluzioni possibili nell'immediato e stimoli ai sogni per il futuro.
Ma, naturalmente, questo desiderio deve andare in una direzione precisa e deve avere una meta.
Noi, i socialisti/democratici, siamo sufficientemente temerari per desiderare qualcosa, perchè le idee sono la forza motrice della volontà, ma siamo abbastanza audaci per desiderare il cambiamento perchè proprio il cambiamento può trasformare le utopie in realtà.
Se si elimina come fonte di energia anche il convincimento emozionale, la politica nei paesi democratici si trasformerà in qualcosa di grigio e triste. Forse, seguendo quel cammino, si potrà cambiare la società."

Olof Palme, 12 maggio 1974

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permalink | inviato da mariolanfranco il 3/10/2007 alle 12:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
3 ottobre 2007
politica interna
LA FATICA DI PENSARE

Liberamente ispirato da un articolo del Dott. Alessandro Aleotti direttore del webzine Milania.


Oggi la principale delle nostre fatiche non risiede nello sforzo fisico o lavorativo, bensì nello sforzo mentale, cioè in quell’attività di pensiero che sembra ormai sparita dalla nostra dimensione collettiva e che, anche individualmente, diventa una pratica sempre più desueta.

Purtroppo, la storia ci insegna che la carenza di pensiero (o, per usare parole di B. Brecht, il “sonno della ragione”) genera “mostri”.

Una di queste mostruosità l’abbiamo sotto gli occhi in questi giorni: la polemica su politica e antipolitica, agitata da Grillo e rafforzata da campagne di stampa che in gran parte sposano le tesi ormai celebri del libro “La casta” di Stella e Rizzo.

Grillo, Rizzo, Stella e compagnia ce l’hanno con la politica, identificata nei rappresentanti politici eletti nelle istituzioni e negli oligarchi dei partiti, ma sarebbe un po’ come avercela con la spiritualità divina perché qualche prete non è di esemplare moralità.

In nome di questo disprezzo, propongono “un’altra politica” che sappia mostrarsi meno autoreferenziale e pasticciona di quella sopra definita.

Ma non sarebbe ora il caso di capire quali sono le finalità di chi il potere lo detiene e lo esercita sul serio?

Vogliamo cercare di capire dove e come viene esercitata la funzione di egemonia politica nella finanza, nella ricerca e nei media?

Vogliamo compiere questo faticoso sforzo di pensare, o riteniamo che la nuova politica sia gridare “vaffanculo” in piazza o comprare il libro antipartito edito dal più potente centro di persuasione del paese?

Vogliamo capire che l’attuale “casta” potrebbe essere sostituita da una nuova classe di politici ancora più distante ed elitaria, che non avrebbe bisogno del cappuccino a metà prezzo alla buvette della Camera, ma che saprebbe muovere a loro vantaggio i fili del potere politico determinando la nostra vita, anche nella nostra più profonda interiorità privata (assistenza sanitaria, lavoro, famiglia e procreazione, politica estera e volontà di pace, ricerca scientifica e culturale, ecc.)?

Sono queste domande che dovremo farci per capire qualcosa in più sul tema politica/antipolitica ed è su queste tesi che si dovrebbe aprire il dibattito.

Mario Lanfranco

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