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29 ottobre 2008
politica interna
"Procuste! Chi era costui?"

Il D.L. 137/08, detto provvedimento Gelmini, che è ora legge dello Stato è stato definito il “letto di Procuste” della scuola pubblica italiana.
Il brigante Procuste aspettava i viandanti, poi li aggrediva e a forza li metteva su un letto; gli sventurati venivano stirati se troppo corti o amputati qualora i loro piedi sporgessero dal letto.
Questa metafora nasce soprattutto dalla necessità di rappresentare il provvedimento Gelmini che, dietro l’apparenza di qualche colpo di maquillage, attua i tagli alla spesa scolastica decisi da Berlusconi e Tremonti.

Il D.L. 137/08, prevede infatti azioni di sperimentazione volte a favorire l’acquisizione di conoscenze e competenze relative a “Cittadinanza e Costituzione” (poi la Lega ha fatto aggiungere anche lo studio degli statuti regionali).
Ma si dice anche che “l’attuazione di tali misure dovrà avvenire entro i limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili”.
E’ chiaro come, in questo caso, si interviene con una legge per dare evidenza all’azione ove si poteva semplicemente inviare una circolare.
Inoltre occorre che qualcuno avvisi il Ministro che non è una norma tanto innovativa dato che esiste già l’insegnamento dell’educazione civica.

Il D.L. 137/08, prevede la reintroduzione del voto in condotta ovvero che venga valutato ogni studente “con specifico riferimento al suo comportamento”.
La disposizione è motivata dall’esigenza di contrastare i numerosi episodi di prevaricazione e di estorsione tra giovani (bullismo) che si stanno verificando nelle scuole e quindi il voto in condotta diventerebbe, secondo il modello della destra, un deterrente a compiere atti di questo tipo.
Ma sappiamo bene che con la repressione fine a se stessa non otteniamo altro che alimentare il disagio.
Occorrerebbero percorsi di sostegno psicologico per le vittime e per i soggetti devianti, occorrerebbe più integrazione sociale e occorrerebbero maggiori spazi di socializzazione.
Invece vediamo sempre più offrire ai giovani forme di identificazione negativa e si assiste sempre più all’esibizione di modelli di successo che tutto hanno a che fare meno che alla crescita culturale.
Come è noto, per evitare la frustrazione dell’insuccesso alcuni giovani acquisiscono personalità rancorose che generano atteggiamenti di violenza gratuita e distruttiva.

Il D.L. 137/08, dispone nuovi criteri per la scelta dei libri di testo nelle scuole, in particolare, stabilisce che i docenti adottino libri di testo in relazione ai quali l’editore si sia impegnato a mantenere invariato il contenuto per un quinquennio.
Nel testo del corrispondente articolo però non è indicata la data di decorrenza di applicazione della norma, che così come espressa appare un’enunciazione di principio.

Il D.L. 137/08, dispone che si ricostituiscano le classi con il maestro unico, secondo il modello organizzativo tradizionale della scuola elementare vigente fino al 1990.
Si passa, dunque, da 3 insegnanti su 2 classi a 1 insegnante per ogni singola classe.
Non è chiaro come in questo contesto si inserisca l’organizzazione del tempo-pieno e la disposizione appare ambigua.
Affida ai regolamenti scolastici l’articolazione di un orario che tenga conto sia delle esigenze didattiche e delle famiglie, ma non dice come, creando sicure disomogeneità sul territorio nazionale e una grande incertezza su quello che sarà il futuro del tempo pieno.

Ma l’organizzazione é demandata ai sensi della Legge 133/08 (ex D.L. 112/08), che al Capo II: “Contenimento della spesa per il pubblico impiego” c’é l’articolo 64: “Disposizioni in materia di organizzazione scolastica” che prevede la “razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso, per una maggiore flessibilità nell'impiego dei docenti”, la “revisione dei criteri vigenti in materia di formazione delle classi”, la “rimodulazione dell'attuale organizzazione didattica della scuola primaria ivi compresa la formazione professionale per il personale docente interessato ai processi di innovazione ordinamentale senza oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica”, la “revisione dei criteri e dei parametri vigenti per la determinazione della consistenza complessiva degli organici del personale docente ed ATA, finalizzata ad una razionalizzazione degli stessi”, la “definizione di criteri, tempi e modalità per la determinazione e l'articolazione dell'azione di ridimensionamento della rete scolastica prevedendo, nell'ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente, l'attivazione di servizi qualificati per la migliore fruizione dell'offerta formativa”.

Il D.L. 137/08, enuncia che: “nel caso di chiusura o accorpamento degli istituti scolastici aventi sede nei piccoli comuni, lo Stato, le regioni e gli enti locali possono prevedere specifiche misure finalizzate alla riduzione del disagio degli utenti.”
Ciò è molto rassicurante e ci sentiamo tutti più sollevati: i sindaci dei piccoli comuni saranno così autorizzati ad organizzare dei servizi di noleggio limousine con autista per portare a scuola gli studenti disagiati.

Ma soprattutto, il D.L. 137/08, conclude con il verdetto di condanna della scuola pubblica italiana: “dall'attuazione … del presente articolo, devono derivare per il bilancio dello Stato economie lorde di spesa, non inferiori a 456 milioni di euro per l'anno 2009, a 1.650 milioni di euro per l'anno 2010, a 2.538 milioni di euro per l'anno 2011 e a 3.188 milioni di euro a decorrere dall'anno 2012”.

Il letto di Procuste è anche quel luogo in cui le persone venivano ridotte ad un’unica misura, ad un unico modello.
Questo è il vero significato della metafora: la volontà della destra di far convergere tutti gli aspetti della vita al business e di allineare tutte le teste al pensiero unico.

“Che la scuola sia anche, o principalmente, un luogo di cultura, che il pane che vi si fabbrica, ben prima della sua messa in vendita e ben oltre il suo prezzo di mercato, sia proprio la cultura degli italiani, non è nemmeno immaginato.”
Da La Repubblica del 09/10/2003 - Il bimbo manager della Moratti di MICHELE SERRA.

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