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19 agosto 2008
politica interna
Salvador Allende, una lezione da non dimenticare.



Queste sono le mie ultime parole e sono certo che il mio sacrificio non sarà invano. Sono fiducioso che, almeno, ci sarà una lezione morale che punire il crimine, la codardia e il tradimento di chi ha la forza, ma non la ragione. Palazzo de la Moneda, Santiago del Cile, 11 settembre 1973.

Salvador Allende
(Valparaíso, Cile 26/06/1908 - Santiago del Cile 11/09/1973)

http://apps.facebook.com/causes/76836?m=4e64e&recruiter_id=16685805

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18 agosto 2008
politica interna
Otto milioni di canzonette.

“Otto milioni di baionette” era la minacciosa e, al tempo stesso, limitata immagine della potenza bellica del regime fascista.
E’ così difficile paragonare la società di oggi con quella di settanta anni fa.
 
Vorrei quindi pensare che un ritorno del fascismo tout court o anche “in altre forme” in Italia sia impossibile, così come il ritorno della monarchia o dei venditori di ghiaccio, come della Balilla o del ciclismo senza doping.
Certamente una buona parte della destra italiana ha vissuto gli anni 50’, 60’ e 70’ nella “nostalgia” e nell’attesa della “Ora X” con il conseguente avvento di improbabili “regimi dei colonnelli”.
Una destra che, fino al Congresso di Fiuggi (1995), si è tenuta lontana dalla ricerca dell’allargamento del consenso elettorale attraverso il rinnovamento liberista o radical-liberale.
Una destra quindi che ha delle radici profondamente diverse da quelle della destra francese, inglese o statunitense.
E’ una destra, quella italiana, che è ancora oggi affascinata dagli elementi tipici della destra populista ed autoritaria:
- Il controllo della comunicazione : la scelta di occupare tre quarti della comunicazione radiotelevisiva è un aspetto, ma è l’uso che ne fa che la distingue. Non le è solamente utile per esprimere un pensiero unico, ma soprattutto per disinformare, per proporre un’immagine di Paese spensierato con ore e ore di reality e di tv spazzatura, nel proporre una certa immagine di donna e trasmettere telegiornali teleguidati. Anche la carta stampata ha il suo peso, non solamente attraverso i quotidiani (peraltro poco letti in Italia), ma soprattutto attraverso i rotocalchi settimanali che ci affidano a “veline e palestrati”.
- Le grandi opere: la necessità di “affidarsi a Sua Maestà il piccone” per evidenziare la forza di plasmazione del Paese e la dimostrazione di una potenza fallica del vertice esecutivo
- Il decisionismo: prendere delle decisioni comunque, anche in modo avventato, o peggio sbagliate, e mascherarle da decisionismo.
- "fare ordine" e rendere il Paese più efficiente: eliminare leggi, cacciare i clandestini, il tormentone dei “fannulloni” del Ministro Brunetta, le tre “I”, mietere il grano e spazzare le strade.
- L’uso dell’esercito per risolvere i problemi: i militari in Georgia, a presidiare le discariche, a controllare i parchi, a verificare gli elmetti nei cantieri: con i militari si fa tutto e si risolve tutto
- L’insofferenza per una magistratura autonoma: non c'è più nulla da dire su questo argomento.
- L’insofferenza per le “perdite di tempo”: ridurre i passaggi nei consigli e in Parlamento, ridurre i tempi di discussione.
Un esempio reale:
Giovanni Boccia, presidente del Consiglio comunale di Asti (Forza Italia), intende “ottimizzare” i tempi delle sedute consiliari: «tagli» sulla durata degli interventi (dagli attuali 15 minuti a 10) e delle repliche (da 10 a 5 minuti), sulle dichiarazioni di voto (da 5 a 3) e sul tempo di attesa per iniziare il Consiglio. Non solo: il presidente vorrebbe anche ridurre il numero legale di consiglieri utile per poter aprire il Consiglio, passando da 20 a 14, «ma solo per l’ora delle interrogazioni» precisa.

Ma dico perché 14 quando ne basta 1?

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11 agosto 2008
politica interna
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Una frase di filosofia da cioccolatini alla nocciola per festeggiare i diecimila contatti.
" A volte non è importante quello che dici, ma che ci sia qualcuno ad ascoltare".
J.D.
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