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6 dicembre 2009
diritti
Stralcio dell'intervento al 3° congresso regionale UILCEM Piemonte

Ovviamente l'intervento al congresso regionale non poteva che essere una sintesi della relazione presentata al congresso provinciale.
Tuttavia vi propongo due novità: una "battuta" sulla privatizzazione dei dei servizi idrici e un appello, se non all'unità sindacale, almeno alla ripresa del dialogo interorganizzativo.


In accordo con il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria 2009 – 2013, varato dall’attuale governo, siamo favorevoli a interrompere il processo di privatizzazione delle società a direzione statale che operano in settori strategici quali l’energia elettrica, il gas e l’alta tecnologia.
Ci sarebbe solamente da chiedersi perché non considerare altrettanto strategico il settore dell’acqua.
Nell’attuale clima di caos finanziario, economico, industriale, sociale, politico e sindacale ci andiamo a proporre con le nostre serie e realistiche piattaforme per il rinnovo di alcuni contratti nazionali quali quello del settore elettrico, del settore energia-petrolio e quello del settore gomma-plastica.
La difficile congiuntura economica che sta attraversando l’Italia, l’assenza di una adeguata politica tributaria a favore del lavoro dipendente, contestuale al consistente aumento dei prezzi al consumo, hanno determinato, anche per i lavoratori da noi rappresentati, una sensibile perdita del potere di acquisto dei salari.
MOLTE IMPRESE HANNO INVECE GARANTITO COMUNQUE AI PROPRI AZIONISTI COSPICUI DIVIDENDI.
Pertanto, nel quadro complessivo dei rinnovi contrattuali, la richiesta economica sarà determinata dalla redistribuzione della ricchezza complessivamente realizzata nei vari comparti.
Sarebbe infine necessaria una maggiore unità di intenti tra le organizzazioni sindacali, se è vero che la CGIL spesso si fa carico di gravami non tipici del sindacato, è altrettanto vero che non possiamo isolare una parte così importante della società italiana.
Dovremmo tutti quanti, prendere esempio da Giulio Pastore, il fondatore della CISL, quando nel 1958 difese, in nome della libertà di pensiero sindacale, la CGIL e i suoi iscritti dagli attacchi della FIAT che minacciava di licenziamento chiunque si fosse candidato ai consigli di fabbrica nelle fila del sindacato comunista.
E’ nostro compito risalire alle radici primarie della UIL, come amiamo spesso dirci nei nostri incontri, SENZA PADRINI E SENZA PADRONI.
Ma ricordiamo come il Presidente del Consiglio dei Ministri, … Bettino Craxi, chiese, durante il suo saluto al nostro congresso nazionale del 1985, di rilanciare, se non un sindacato socialista, almeno un sindacalismo socialista.
Questo dovrebbe essere, ancora oggi, il nostro orizzonte: un sindacalismo riformista che si metta al fianco di quelle forze che si prefiggono l’uguaglianza dei cittadini e maggiore dignità ai lavoratori, ai pensionati, ai disoccupati e ai “diversamente” italiani.

UNITI SI VINCE!
E’ importante solamente definire “su che cosa”, non certo appiattendosi alle altrui piattaforme rivendicative, ma cercando, anche a fatica, un “minimo comun denominatore” fra tutte le organizzazioni sindacali.
Io credo che ce lo chiedano i lavoratori.

Settimo T.se, 4 dicembre 2009
 

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17 ottobre 2009
diritti
Relazione introduttiva al 3° Congresso Provinciale UILCEM ASTI

RELAZIONE INTRODUTTIVA DEL SEGRETARIO PROVINCIALE
Mario LANFRANCO


Care delegate e cari delegati, gentili ospiti e invitati,
in questi tempi, nella nostra Italia avremmo molti motivi per iniziare con un momento di riflessione e di cordoglio.
Se pensiamo alle calamità naturali che recentemente hanno colpito il nostro Paese e soprattutto se pensiamo che spesso le tragedie che ne conseguono, non sono del tutto causate delle calamità.
Se pensiamo ai conflitti internazionali nei quali siamo talvolta direttamente coinvolti …
Ma tra i tanti motivi ve ne propongo due. ...



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5 ottobre 2009
politica interna
Il mio intervento al I Congresso Provinciale del PD di Asti (03-10-2009)

Care amiche e cari amici,
Fabio Mussi al quarto congresso dei Democratici di Sinistra sosteneva: ”Si apre la Costituente del Partito Democratico. Non so se la “fusione” in corso sia calda o fredda: se il risultato è quel Manifesto, la fusione è al momento fallita”.
Mai previsione politica fu più sbagliata!
Oggi siamo qui, come in tanti altri congressi provinciali nel nostro Paese, e guardiamo avanti con fiducia, poiché siamo l’unica forza alternativa alla destra.
OCCORRE PERÒ CHIUDERE VELOCEMENTE QUESTA FASE INTROSPETTIVA, CONDIVIDERE UNA LINEA POLITICA E GUARDARE AI REALI PROBLEMI DELLA GENTE! 
GIÀ SAPENDO CHE OGNI PICCOLO DISTINGUO PERSONALE SARÀ MATERIALE PER IL LAVORO DEI COMITATI ELETTORALI DI BERLUSCONI ... ALTRIMENTI DETTI TG1 – TG2 – TG4 – TG5 – STUDIO APERTO E PORTA A PORTA!

Intendo qui affrontare due argomenti che racchiudono in buona parte i temi congressuali.
Primo : le alleanze, che il Pd deve accettare o perseguire per non lasciare alla destra AFFARISTA e POPULISTA, il governo del Paese e di questa regione.
I risultati congressuali sembrano ormai indirizzati verso una nuova era ulivista, una nuova era di grandi alleanze democratiche fondate però su una reale condivisione dei programmi di governo.

Credo che l’UDC abbia dimostrato, nell’ultima tornata elettorale, di essere, in Piemonte, un alleato ampiamente affidabile, occorrerà capire se e come l’UDC sarà un alleato di governo altrettanto affidabile e se e come si aprirà a una verifica del suo tessuto politico territoriale … e non penso solo al Piemonte!.
Con le formazioni a sinistra del PD si devono affrontare, prima di imbarcarsi in avventure destinate al naufragio, quattro questioni: – le grandi opere – la laicità - la politica estera e la partecipazione alle operazioni militari di peacekeeping – la flessibilità del lavoro.


- Le grandi opere, se sono ritenute utili per la comunità, devono essere proposte alle popolazioni direttamente coinvolte e, con esse, concordate, ogni opera imposta e non condivisa sarà sicuramente oggetto di contrasti politici e sociali.
- Sui temi della laicità e dei diritti civili penso che occorra fare chiarezza, promuovendo le politiche per la famiglia, ma interpretando anche quali siano le linee prevalenti del Partito Democratico sui temi dei farmaci abortivi, della procreazione assistita, delle coppie di fatto, per poi definire le linee del partito con azioni parlamentari unitarie, serie e efficaci.
- La politica estera deve essere vista come reale opportunità di mantenere e di perseguire la pace, anche la partecipazione a missioni militari deve essere assolutamente marginale e limitata a quelle azioni che consentano regole di ingaggio chiare e con ridotti pericoli per il personale impiegato.
Ma la nostra dovrà essere una politica maggiormente pacifista, il nostro elettorato lo chiede con forza, perché è il nostro popolo … quello dei militari che arrivano dal Sud, quello di chi deve pagare il mutuo, quello di chi deve pagare la scuola e l’università ai figli … è il nostro popolo che sta pagando il conto degli interventi militari all’estero.
- Il PD, che si deve preparare ad essere la principale forza del governo di questo Paese, dovrà mettere al centro del suo programma meccanismi di sviluppo per la creazione e la stabilizzazione del lavoro.

  • si dovrebbe maggiormente ridurre i costi diretti e indiretti del lavoro, allo scopo di incentivare la buona e stabile occupazione;
  • si dovrebbe dar corso alla costruzione di quelle infrastrutture utili, condivise e necessarie ad una comunicazione diffusa ed a una mobilità utile, fruibile e ad un processo produttivo saldo, ma sostenibile per l’ambiente;
  • si dovrebbe riformare il Welfare e l’intero sistema di sostegni al reddito per renderlo funzionale davanti alle crescenti incertezze sociali;
  • si dovrebbe verificare che le privatizzazioni siano garantite da livelli occupazionali stabili e da nuovi investimenti e non dare per scontato che ciò che è Stato non funziona, occorre a volte mettere la volontà politica di far funzionare le cose!;
  • si dovrebbe promuovere la politica per la famiglia, che gli consegni più servizi e che fornisca ai giovani sostentamento per la entrata nella vita attiva.

Si dovrebbe lavorare cioè per dare la dignità di cittadino a tutti i cittadini!
Secondo punto: l’uguaglianza.
Purtroppo declinare l’uguaglianza in tutti i suoi aspetti è molto difficile.
L’uguaglianza … è credere in una società aperta – nell’inesorabile porosità dei confini – nella cittadinanza del lavoro e non dell’etnia o della “razza”.
Affermare che un rimedio universale all’immigrazione non esiste visto che la nostra terra ha una storia di migrazioni e che la migrazione è un problema non risolvibile con leggi proibizionistiche.
L’uguaglianza … è affermare che “il problema” della sicurezza in Italia è sono le organizzazioni mafiose e non l’immigrazione.

L’uguaglianza … è credere nella meritocrazia come nella solidarietà verso chi a meno mezzi, mettendo in moto il cosiddetto ascensore sociale.
Occorre uscire dalla crisi finanziaria, divenuta economica ed infine industriale e sociale aumentando il volume del ceto medio.
Il compito che spetta alla politica è quella di dare un senso alle nostre speranze e a quelle delle prossime generazioni.
Lasciatemi ancora una volta dire una delle più belle frasi che siano sentite durante questa fase congressuale:
“La politica è guardare la gente all’altezza degli occhi!”.

Lanfranco Mario - Circolo Pianalto Astigiano

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6 dicembre 2008
politica interna
Intervento di saluto al Convegno Sandro Pertini Villanova d'Asti 5-12-2008

In occasione del ricordo di Sandro Pertini, socialista libertario un po’ ribelle, uomo delle istituzioni, Presidente della Repubblica semplice e vicino ai cittadini è doveroso portarVi il saluto della Camera Sindacale dell’Unione Italiana del Lavoro di Asti, di tutti gli iscritti alla UIL della Provincia di Asti ed in particolare del Segretario Provinciale Piero Guerrini.
Di Sandro Pertini, noi della UIL, siamo impegnati a non dimenticare i valori e gli insegnamenti che sono per noi un riferimento costante.
Il 25 aprile 1970- Pertini pronunciò alla Camera dei Deputati uno dei suoi tanti accorati interventi, quello fu tra i più significativi degli altri perché con grande forza e determinazione volle riconoscere il ruolo avuto dalla classe operaia nella partecipazione alla Resistenza e decisivo per la liberazione del Paese: “…senza questa tenace lotta della classe lavoratrice non sarebbe stata possibile la Resistenza, senza la Resistenza la nostra Patria sarebbe stata maggiormente umiliata dai vincitori e non avremmo la carta Costituzionale e la Repubblica. Protagonista è la classe lavoratrice che con la sua generosa partecipazione da’ un contenuto popolare alla guerra di liberazione ed essa diviene così, non per concessione altrui, ma per virtù, soggetto della storia del nostro paese.”
Seriamente preoccupato della disoccupazione giovanile, considerandola il male peggiore della società, continuamente sollecitava le istituzioni e l’intero Paese ad affrontare e risolvere questo problema che se non risolto, ancora oggi, rischia di mettere in discussione il futuro dell’intera nazione.
Sandro Pertini fu un uomo di quella sinistra moderata che ha promosso l’inscindibilità tra centro e sinistra in una moderna concezione del ruolo di forza democratica, una sinistra in cui la moderazione è alternativa alla conservazione.

Ma fu anche sempre intransigente, sempre impeccabile dentro e fuori, uomo che non cedeva mai alle convenienze.
E termino con il giudizio espresso su di lui da Indro Montanelli: “non è necessario essere socialisti per amare Pertini, qualunque cosa egli dica o faccia, odora di pulizia, di lealtà e di sincerità.”

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28 maggio 2008
politica interna
Il mio intervento al II Congresso Provinciale di DL - La Margherita di Asti (24-03-2007)

...
Per noi “equità e solidarietà” mantengono un’attrazione ben maggiore rispetto a “risparmio ed efficienza”, noi non propugniamo un sistema egualitario, ma liberale, tuttavia chi è più fortunato deve finanziare adeguatamente lo stato sociale per garantire l'assistenza e la ridistribuzione del reddito e le opportunità per chi lo è di meno, la nostra tradizione cristiano - popolare ci impedisce di pensare alla riduzione degli individui a semplice massa economica.
...


http://digilander.libero.it/mario.lanfranco/Int_2o_Congr_DL_AT.pdf

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27 maggio 2008
politica interna
Il mio intervento al Convegno organizzato dal Comune di Villanova d'Asti sul precariato (25-03-2006)
… Si è pensato, in altre parole, che attraverso degli strumenti legislativi e normativi, come per
prodigio, si creasse il lavoro.
… Evidentemente non è così: … gli strumenti sono utili solamente “QUANDO … E SE” il
lavoro lo si è già creato!


 http://digilander.libero.it/mario.lanfranco/Int_conv_com_250306.pdf -->
25 maggio 2008
politica interna
Il mio intervento al Convegno organizzato da DL - La Margherita di Asti (26-11-2004)

… Sarebbe semplice fare un’analisi della manovra di bilancio 2005, dolendosi dei tagli indiscriminati alla spesa pubblica …, alla sanità …, alla scuola …, all’assistenza …, all’Università ed alla ricerca, … agli investimenti … tagli che rendono il nostro paese più povero e più incerto, …
…., ma non è così …  o meglio non è soltanto così …  vedete … se si trattasse solamente di chiedere ai lavoratori italiani, siano essi autonomi o dipendenti, di fare un’ulteriore sacrificio per il sostegno del Paese, nessun governo troverebbe un’ostilità così diffusa e generalizzata.
… Ma la legge finanziaria 2005, non è solamente un avaro e indiscriminato strumento di contenimento della spesa come qualcuno ha scritto, … ma ritengo che sia soprattutto strumento di adattamento … o meglio di plasmazione della società secondo un preordinato modello di sviluppo.



http://digilander.libero.it/mario.lanfranco/Int_conv_dl_261104.pdf

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25 maggio 2008
politica interna
Il mio intervento al Convegno sul precariato organizzato dalla UIL di Asti (08-05-2004)

…Per porre rimedio ai molti fenomeni economici che si sono sviluppati in questi ultimi anni, si sono individuate ed evolute nuove forme di partecipazione al lavoro, che ritengo, nell’intenzione del legislatore, dovessero generalmente rimanere transitorie e provvisorie.
Ma che, per molti cittadini, soprattutto giovani, sono diventate una penosa consuetudine di vita appena inferiore alla disoccupazione ...


 http://digilander.libero.it/mario.lanfranco/Int_conv_uil_080504.pdf

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25 maggio 2008
politica interna
Il mio intervento al I Congresso Provinciale di DL - La Margherita di Asti (2003)

... i manuali di sociologia definiscono "regime autoritario" quella gestione del potere istituzionale la cui classe dirigente non rende conto del proprio operato e il suo leader esercita la propria autorità, in assenza di un consenso popolarmente diffuso. ...

http://digilander.libero.it/mario.lanfranco/Int_1o_Congr_DL_AT.pdf -->
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