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Datemi una leva e vi solleverò il PD!

Alcuni giorni fa, ho ascoltato l’intervento di Alfredo Reichlin ad un convegno organizzato dal PD. Egli ha affermato che è necessario trovare un nuovo punto di riferimento, un nuovo orizzonte ideale per orientare e sollevare la sinistra (intesa come ciò che è alternativo alla destra).

Un tempo, la sinistra era unita nella “lotta di classe”: borghesi e contadini contro aristocratici, poveri contro ricchi, operai contro padroni, ovvero era unita in quella contrapposizione tra gruppi umani finalizzata al riequilibrio, spesso tumultuoso, tra le differenze delle condizioni di vita degli uni e degli altri.

Oggi, il PD e ciò che gli sta nelle vicinanze, non avrebbe un preciso scopo della sua azione, occorre quindi, secondo Reichlin, individuare una nuova strada da percorrere insieme.

In definitiva occorre chiedersi cosa spinge a votare per la sinistra, o nello specifico per il PD? Esiste un programma di cambiamento della società italiana ed europea? O si ha la sensazione di dover scegliere semplicemente una nomenclatura piuttosto che un’altra?

Il centrodestra, per unire gli animi, si avvale del populismo (che è sostanzialmente una lotta di classe soft), con il quale è semplice trovare fini comuni (normalmente dei nemici: gli extracomunitari, i meridionali, gli industriali, i banchieri, gli impiegati pubblici, i ferrovieri, i politici, i sindacalisti, i magistrati, ecc., ecc.) e, con poco impegno e qualche parola d’ordine, ottiene il risultato di farsi votare.

Le tesi di Reichlin devono far preoccupare e riflettere, come sappiamo la lotta tra classi sociali non ha mai, nella storia più o meno recente, ottenuto risultati che non fossero effimere sensazioni di vittoria e che non si trasformassero in breve tempo nelle peggiori tragedie degli ultimi duecento anni.

Tesi che, caratterizzate dalla metafora della leva di Archimede, mettono ansia per la loro estrema astrazione: - datemi una leva e vi solleverò il mondo! -.

E’ vero però che occorre trovare un collante unificatore e dare delle speranze chiare, semplici e concrete ai cittadini affinché essi diventino elettori.

Occorre tornare a difendere i cittadini.

Romano Prodi, ha scritto recentemente che "la causa della sconfitta di questa grande stagione" è da identificare nel fatto che, nella prassi, i governi liberalsocialisti si sono limitati ad imitare le precedenti politiche dei conservatori, inseguendone i contenuti, senza percorrere le nuove strade del riformismo, ma le vecchie strade dell'inegualitarismo liberista e conservatore.

Per semplificare propongo un esempio: personalmente sono dell’opinione che chi ha sempre pagato le tasse non ne desidera tanto la loro riduzione, ma chiede che i servizi pubblici siano sempre più diffusi ed efficienti a partire da: sanità, scuola e trasporti.

Pubblicato il 1/2/2010 alle 12.47 nella rubrica Diario.

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