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L'autodidatta.

Il mio più vivo ricordo di un autodidatta, è quello del signore che si presentò a Portobello, il varietà condotto dall’indimenticato Enzo Tortora, dichiarando di essere un autodidatta di fisica, astrofisica, astronomia, meteorologia, e che poteva affermare che, abbattendo il Passo del Turchino, si sarebbero diradate per sempre le nebbie padane.

Ed è così il mondo dei blogger: per lo più politologi autodidatti.

Gente che comunque qualche sconclusionata opinione la dà, qualche proposta balzana la fa.

E così spesso mi interrogo su quanto abbia studiato la nostra classe politica per guidare il paese, i partiti, le regioni e i comuni?

Su quanti abbiano una solida preparazione in storia e in geografia, per non parlare delle materie più complesse come la sociologia e l’economia.

Qualcuno potrebbe obiettare che un politico non deve essere necessariamente un politologo o comunque un intellettuale o un sapiente, come si diceva un tempo, così come chi sa guidare gli autobus nella nebbia padana non è obbligato a conoscere le dinamiche fisiche della sua formazione.

L’importante è che sia un buon comunicatore e che comunichi sicurezza ai passeggeri.

A me non dispiacerebbe se qualche nostro politico, di tanto in tanto, formulasse delle proposte complesse del futuro dell’Italia, dei progetti per diradare le nebbie.

Ma come scrive Stefano Folli dalle pagine del Sole 24 Ore: “È vero che Casini parla con insistenza di "unità nazionale", ma è tutto da dimostrare che voglia andare in soccorso a Berlusconi.
Più probabile che voglia tenersi pronto per una fase successiva, se e quando si presenterà.
Anche il Pd attende, senza peraltro riuscire a imporre un tema, a farsi protagonista di una battaglia.
Così passano i mesi e la politica resta nella nebbia.”

Pubblicato il 12/7/2010 alle 21.57 nella rubrica Diario.

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