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I fondisti e lo scattista.

L’ormai arcinota e abusata espressione “discesa in campo” evoca l’ingresso su un campo da calcio, dove si giocherà una partita tra due squadre avversarie e dove, pur con una punta di valore, non sarà un singolo giocatore a vincere o a perdere, ma sarà un’intera squadra a far suo il risultato o, se il collettivo non dovesse funzionare, a lasciare mestamente il campo.

Diversamente, mi pare che la politica attuale assomigli di più ad una gara di atletica leggera (sport che amo più del calcio).

È come una corsa fatta da singoli che sì, alla fine, metteranno anche la loro medaglia nel medagliere di stato, ma che corrono ognuno per il proprio conto.

I corridori del centrosinistra sono quindi “scesi in pista” con largo anticipo, in ordine sparso, e si sono messi a trotterellare al passo da fondista.

Il fiato è greve per l’ormai lunga carriera, le gambe sono indolenzite dagli acciacchi e il morale è basso per i risultati sempre un po’ scarsi.

Tuttavia ognuno di essi sgomita per essere il primo della fila, pensando già alla volata finale pur essendo ancora al primo giro.

 

Eppure io sono ottimista, penso che alcuni di loro il fiato sufficiente per giungere vittoriosi al traguardo ce l'abbiano.

 

Tuttavia occorre stare attenti, ad oggi non sappiamo ancora se sarà una gara sui 5.000, sui 10.000 metri o addirittura una maratona.

 




Di certo sappiamo che a 100 metri dall’arrivo, un atleta un po’ indisciplinato scenderà in pista, uno scattista professionista, che con pochi passi cercherà di regolare la gara a suo favore.

 


Pubblicato il 22/9/2010 alle 13.57 nella rubrica Diario.

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