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Lucci e alborelle.

 


Il più semplice tra i modelli di società è il lago chiuso con due popolazioni: i lucci (i predatori) e le alborelle (le prede).

Man mano che i lucci mangiano le alborelle, la popolazione dei lucci cresce e quella delle alborelle diminuisce, fin tanto che le alborelle diventano poche per nutrire tutti i lucci, inizia così una moria dei predatori che permette successivamente alle prede (le alborelle) di riprodursi e di moltiplicarsi. Il tutto in un ciclo che, tra alti e bassi, sta sostanzialmente in equilibrio.

Ora, se trasponiamo questo modello alla nostra attuale società, ho l'impressione che i lucci (la finanza/l'industria) stiano aggredendo così tanto le alborelle (i lavoratori/i risparmiatori/i consumatori) da rischiarne l'estinzione.

 
Ai lucci rimarrà solamente il disperato tentativo di sopravvivere sbranandosi tra di loro, ma per noi povere alborelle è una magra consolazione.
 
Anch'io, con la responsabilità di dover pensare alla dignità di un lavoro per qualche migliaio di famiglie, avrei firmato l'accordo con la FIAT, ma occorre che la classe politica, specie quella del centrosinistra, proponga un progetto di società che dia la speranza di salvezza, o meglio la garanzia del futuro, alle "alborelle".
 
Mario Lanfranco

Pubblicato il 29/12/2010 alle 16.36 nella rubrica Diario.

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