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Angelino Alfano Segretario del PCUS?

La nomina di Angelino Alfano alla segreteria politica del PDL, mi ha ricordato i riti congressuali del Partito comunista dell’Unione sovietica degli anni ‘70 e ‘80.

La celebrazione dei lavori del Consiglio Nazionale del PdL, con una grande platea caratterizzata da una totale assenza di civile dibattito interno e da un inimmaginabile dissenso, mi è parsa come una commedia recitata da attori che non avendo ancora trovato la compagnia per la prossima stagione, si rassegnano a recitare stancamente l’ultimo atto dell’ultimo spettacolo.

Così come il consigliere regionale Pedicino, unico contrario, colto da un attacco isterico di ilarità, pareva pronto per essere internato in un ospedale psichiatrico.

Oggi siamo alla fine della parabola politica di Silvio Berlusconi che ci ricorda quando, alla morte di Breznev, si successero, in breve sequenza, le nomine di vari funzionari di partito, nella speranza di perpetuare una cultura politica superata dalla realtà dei fatti.

Poi il muro di Berlino crollò e di quella politica non se fece più nulla, almeno l’Europa dell’est fu salva.

Il centrosinistra non può aver nulla da temere dalla nomina di Alfano, egli, anche visivamente, appare un sottoposto, un personaggio che non potrà mai partecipare alle riunioni da solo, la presenza del “suo” Presidente sarà sempre aleggiante.

Anche in questi giorni con l’economia italiana sotto attacco della speculazione e di convulse consultazioni e dichiarazioni in merito alla manovra di bilancio, Alfano non si è reso promotore di conferenze stampa di presentazione e di chiarimento.

Prepariamoci al dopo Alfano “single”, magari un affiancamento della Santanché.

Pubblicato il 11/7/2011 alle 21.18 nella rubrica Diario.

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