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Benvenuto nella palude Matteo!

A mio modesto parere, Renzi non è del tutto preparato ad affrontare le insidie di una guerra di posizione nella melma romana.

Penso che lui immagini di impegnarsi in una “guerra lampo” che lo porti immediatamente a fare le riforme costituzionali ed elettorali traendone un immediato beneficio in termini di consenso e andando alle urne da vincitore sicuro.

Probabilmente ciò oggi non è possibile.

In primo luogo c’è la questione della maggioranza di governo che presenta oggi le stesse problematiche del 26 febbraio 2013, ovvero ci deve addentrare nelle insidie delle più o meno larghe intese (SEL, PD, SC, Popolari, NCD, M5S, o un mix di partiti e transfughi?).

E poi sarà vero che non arriva dalla Luna, ma è anche vero che non è mai stato né ministro, né sottosegretario e neppure parlamentare.

Ha una lunga esperienza amministrativa, ma alla presidenza del consiglio credo che sia diverso (vedi l’ottimo sindaco Zanonato, quante volte da ministro ha già peccato anche solo di mala - comunicazione).

Su Renzi si potrebbero proiettare consistenti aspettative di una larga parte della cittadinanza italiana, aspettative che non possono essere appagate con una battuta sagace o con una mattinale riunione di segreteria.

Rischia così di sconfessarsi sulle alleanze e di rimanere invischiato nel pantano dei distinguo e degli emendamenti, arrivando a correre la competizione elettorale senza quell’alone di novità che tanto lo fanno piacere agli elettori.

"Chi non conosce le montagne, le foreste, le gole più propizie agli agguati, l’estensione delle paludi piene d’acqua e di quelle piene di melma, non può dirigere la marcia di un esercito." Sun Tzu IV sec. a.C.

Pubblicato il 14/2/2014 alle 14.27 nella rubrica Diario.

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